Orario di lavoro

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L a limitazione dell’orario di lavoro è sempre stato un tema caro a Stato e Sindacati dei lavoratori che hanno sempre sostenuto la necessità di una legge che regolamentasse la durata e la quantità di lavoro che un lavoratore può praticare.

La disciplina legislativa relativa all’orario di lavoro è contenuta del decreto legislativo 66/03 (di attenuazione delle direttive comunitarie) e successivo decreto legislativo 210/04 e dalla legge 133/08 (articolo 41).

Tali leggi regolamentano la durata del lavoro settimanale, il lavoro straordinario, le pause e le ferie. Relativamente al lavoro notturno, trattato dalle norme qui sopra, si rimanda alla circolare del Ministero del Lavoro 8/05.

In termini di orario settimanale, il lavoro non può superare le 40 ore anche se possibili deroghe possono essere attuate in accordo con i contratti collettivi nazionali. Accanto all’orario di lavoro normale la direttiva comunitaria 93/104 nell’articolo 4, comma 2, disciplina che l’orario totale di lavoro (lavoro normale + lavoro straordinario) “per ogni periodo di 7 giorni, […] non può superare le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario”.

Relativamente all’orario di lavoro per i lavoratori minorenni la legge 977/67 rivista dal decreto legislativo 345/99 stabilisce che  per i minori che non abbiano ancora compiuto 15 anni e che siano liberi da obblighi scolastici, la durata massima del lavoro non può essere superiore alle 7 ore giornaliere e alle 35 ore settimanali. Per i minorenni con età compresa tra i 15 e i 18 anni la legge pone il limite a massimo 8 ore giornaliere e 40 settimanali.

Per quanto concerne il lavoro notturno, disciplinato dal decreto 66/03 (articoli 11 e 15) e dalla successiva modifica della legge 133/08 (articolo 41), il lavoro notturno non può superare le otto ore di lavoro in media nelle 24 ore.

Per i lavori che comportino rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche invece il limite di 8 ore è deve essere calcolato in ogni periodo di 24 ore (non è quindi ammessa la media). Ricordiamo inoltre che per i lavoratori assunti con contratto di apprendistato (legge 25/55, articolo 10, comma 4) e, in alcune situazioni, le lavoratrici madri, sul lavoro notturno vige il divieto assoluto. Relativamente al lavoro notturno ricordiamo che sono previste deroghe ed eccezioni per i lavoratori che abbiano l’obbligo di seguire un parente affetto da hanicap grave al quale è stato concesso lo stato di gravità secondo la legge 104, articolo e comma 4. Per tali lavoratori è infatti prevista una sospensione del lavoro notturno.

Questi limiti sono validi per i lavoratori dipendenti e non sono da considerarsi validi per i lavoratori autonomi e/o lavoratori appartenenti a particolari categorie come, ad esempio, le forze dell’ordine.