Limiti di detraibilità per interessi passivi

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Il contribuente può usufruire della possibilità di portare in detrazione, nei limiti stabiliti dal legislatore, gli interessi passivi pagati per i mutui stipulati per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di abitazione principale. Il legislatore ha voluto, come per i limiti temporali, fissare dei limiti relativi al massimo di detraibilità.

  • Per i mutui stipulati in una data anteriore al 1993, il limite massimo di detrazione è fissato nella misura di 4000 euro per ciascun intestario del muto. (La condizione temporale necessaria è che il contribuente abbia adibito l’abitazione come dimora principale entro l’8 dicembre 1993).
  • Per i muti stipulati a partire dalla data dell’1993, il limite massimo di detrazione è fissato nella misura di 4000 euro totali. In questo caso, qualora il mutuo fosse cointestato, il limite di 4000 euro andrebbe diviso tra i cointestarti in base alla propria quota. (Es. se marito e moglie sono cointestatari di un mutuo al 50%, ognuno dei due coniugi potrà portare in detrazione interessi passivi per un massimo di 2000 euro).

La detrazione degli interessi spetta a condizione che vengano rispettati tutti i limiti temporali e le condizioni richieste.

Il contribuente ha la possibilità di portare in detrazione, in aumento alla somma degli interessi passivi pagati, anche alcune spese accessorie e oneri relative alla stipula del contratto di mutuo e compravendita. Le spese accessorie che possono essere prese in considerazione sono:

  • Spese di mediazioni;
  • Imposte di registro, ipotecarie e catastali;
  • Spese sostenute per la stipula del contratto di mutuo,
  • Spese sostenute per eventuali autorizzazione necessarie (ad esempio le spese sostenute da un minore o un interdetto che acquista un’immobile)
  • Spese richieste per la stipula dell’atto di compravendita.

Qualora il contribuente avesse alcune di queste spese da portare in detrazione, il calcolo che deve essere fatto (per determinare la parte di spese detraibili in relazione al costo dell’immobile) è il seguente:

costo di acquisto dell’immobile x interessi pagati
capitale richiesto in mutuo

Esempio di calcolo

Un contribuente ha stipulato un contratto di mutuo ipotecario per l’acquisto di un’abitazione principale, per un importo di 150.000 euro. Il valore dell’immobile acquisto (come da valore indicato nel contratto di compravendita), è di 90.000 euro. Per la stipula del muto e l’acquisto dell’abitazione, il contribuente ha dovuto sostenere 5.000 euro come spese notarili. Nel corso dell’anno 2010 il contribuente ha poi pagato interessi passivi per un importo totale di 4.700 euro.

95.000 x 4.700
150.000

La quota che il contribuente potrà portare in detrazione, in relazione al costo dell’immobile, è di 2976,67 euro.

In questo caso però il contribuente potrà portare in detrazione, supponendo che il mutuo sia stato stipulato nell’anno 2009, solo l’importo massimo di 4.000 euro.