L’impegno di denaro nel lavoro online

Il lavoro online senza investimento, frase pubblicitaria o possibilità reale?

Non lasciatevi ingannare, lavorare online si può ma le parole senza investimento sono molto spesso trovate pubblicitarie e mai realistiche.

La realtà è che esistono infinite possibilità in internet, tutte molto trattate da questo network, ma come primo passo si deve essere in regola verso lo stato in cui ci si trova.. in questo caso si parla di Italia e di problemi legati alla mancanza di leggi apposite.



Il lavorare online ma non spendere, qual’è la beffa?

Chiarissima frase ad effetto per attirare i disinformati, voglio esser solo chiaro non vado a toccare gli argomenti di un commercialista: prima ancora di vedere tutti gli asterischi sul contratto (ed ancora prima di vedere l’obbligata esistenza del contratto) bisogna far i conti con il fisco e le tasse.

Lavorare in proprio e Lavorare online, le differenze economiche

Nessuna, talvolta una aiuta l’altra ma fondalmentalmente nessuna.

Il lavoro si sa va regolarizzato se non si vogliono aver problemi fiscali, essendo brevi e concreti (non precisi, seguire i link per avere maggiori informazioni) il lavoro online sia con che senza spese impone che ci sia un contratto a progetto o che si sia in proprio, cosa vuol dire?

Lavorare online essendo in proprio comporta:

  • Si devono pagare le tasse sul servizio o prodotto venduto
  • Si deve avere partita iva (e molto spesso occorre essere registrati alla camera di commercio)
  • Si deve avere un contratto con un commercialista
  • Si devono pagare le spese inps
  • Si deve pagare Irpef e Irap

In pratica?

  • Solo l’ultimo punto si aggira sopra i 1500 euro all’anno
  • In totale si arriva tranquillamente a poco meno di 3000 euro

Le possibilità per essere in regola

  • Si utilizzano le prestazioni occasionali quando il guadagno in un anno è inferiore a 5000 euro e sopratutto quando può essere raffigurata come tale (guadagnare 50 centesimi al giorno tramite pubblicità su un sito è un guadagno continuato quindi non rientra, mentre far un sito web per un’azienda o seo per 2 settimane ogni 6 mesi può rientrare).
  • Si deve aprire una p.iva in tutti gli altri casi, spendendo in un anno tranquillamente 3000 euro o più solo per essere in regola, chiaro caso di non coerenza.
  • Il terzo caso invece è quello di non fare assolutamente niente, quello più utilizzato in italia e a rischio di problemi futuri, ma quello più realistico poichè per piccole somme come possono essere 200 euro l’anno, la sola iscrizione alla camera di commercio costerebbe la metà (ad esempio per chi fa sondaggi, pubblicità in un blog, scrive su paid to write, ecc). Seppur un solo svincolo tra le parole burocratiche in grado di far avere opinioni personali anche tra diversi commercialisti, sembra possibile rimanere in regola se si guadagna ma non si incassa, ovvero se il vostro obiettivo è arrivare ad avviare un attività online e mantenervi con essa, meglio di niente è accumulare senza incassare fino a che non avrete un guadagno almeno per sostenere il tutto (questa soluzione non si capisce se sia leggenda o no, ma sembra comunque quella reale).

Agevolazioni sul lavoro in proprio -o come abbiamo visto- lavoro online

  • Lavorando come dipendente a tempo pieno è possibile mettersi anche in proprio pagando le spese inps solo una volta nel lavoro da dipendente (esiste la possibilità vincolata da vari fattori spesso mutabili, accenno all’esistenza ma vi rimando a parlare con un commercialista per la fattibilità nel ostro caso). Questo vuol dire che le spese possono calare anche a poco meno di 1000 euro/anno, ma dovrete far 2 lavori (che è il classico metodo per avviare un’attività).

Liste dei lavori online conosciuti

Lavori online da casa

Consigli per avviare un lavoro online

  • Aspettare a aprire la partita iva, spianare la strada per il vostro futuro lavoro intanto (publicità del servizio, contenuti, seo)
  • Se avete la possibilità di guadagnare con pubblicità o quant’altro, accumulare senza incassare per arrivare a coprire i costi.
  • Aprire la mente attraverso varie possibilità di lavoretti online, non solo per i soldi extra, ma anche per aumentare il flusso nel vostro servizio principale.
  • Sull’ultimo punto stabilire in base un po’ ad un’analisi statistica quali sono le prospettive di guadagno nel tempo in modo da sapere qual’è il momento per partire:
    • Nell’anno successivo all’apertura della p.iva si deve valutare la fattibilità di accumulare almeno 1000 euro in più del sosto di mettersi in regola (arrotondare tranquillamente a 4000 euro + 1000)
    • E/Oppure avere un budget che copre almeno 5 anni di guadagno 0, ovvero 5000*5 (serve sopratutto perchè se non si hanno altri guadagni così si può minimizzare l’impatto se va male, uscendone il primo o secondo anno)
  • Alberto Sordi

    Praticamente è meglio rimanere disoccupati.