Lavorare in proprio: la Partita Iva

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Avete deciso di coronare il vostro sogno e aprire un’attività in proprio? Se siete convinti di questa scelta, la legge italiana obbliga il lavoratore autonomo ad aprire la partita iva. Ma che cosa bisogna fare, quali sono i moduli da compilare? Ecco alcuni consigli, che vi aiuteranno nella scelta dell’apertura di partita iva.

Se offrite servizi ai vostri clienti o avete un attività in proprio, la prima cosa da scegliere è quale tipo di partita iva aprire. L’Iva, ovvero l’imposta sul valore aggiunto, è un’imposta che colpisce il valore aggiunto di ogni fase della produzione, scambio di beni e servizi: in pratica è una tassa sui beni e i servizi che bisogna pagare allo stato.

L’apertura è semplice, recatevi all’agenzia delle entrate entro 30 giorni dall’inizio attività, negli uffici troverete il modulo AA9/7 per i lavoratori autonomi. A questo punto dovete scegliere, con quale attività registrarvi, le macroaree sono 15 suddivise in micro aeree. Il nostro consiglio è quello di rivolgervi al vostro commercialista, che farà tutto in piena autonomia.

Dopo l’apertura, scatta l’iscrizione separata all’inps cui tutti i lavoratori autonomi privi di una Cassa di previdenza (quindi tutti quelli non iscritti a un albo professionale) devono versare mensilmente un contributo del 23,5% del proprio profitto per ottenere indennità di maternità, di malattia in caso di ricovero ospedaliero, l’assegno familiare.