Il telelavoro

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Una delle forme di lavoro più usate in quest’ultimo periodo, soprattutto per lavori “a distanza” è il telelavoro. Il telelavoro, nato ormai diversi anni fa in America, consente al lavoratore di lavorare direttamente dalla propria postazione di casa tramite il proprio terminale.

Il telelavoro è stato scelto da molte aziende straniere in quanto consente un enorme risparmio per il datore di lavoro e si traduce in una miglior resa da parte del lavoratore che, lavorando in assoluta tranquillità ed in un ambiente famigliare, riesce a lavorare bene e a produrre quindi meglio.

Il telelavoro, previsto anche per la pubblica amministrazione, è regolamentato dall’articolo 4 della legge 191/98 e relativo regolamento attuativo emanato con dpr 70/99, nonché l’accordo quadro nazionale del 24 ottobre 2002.

Il lavoratore assunto con contratto di telelavoro è comunque un lavoratore dipendente anche se non può essere, per diversi motivi, equiparato ad un normale lavoratore che si reca in azienda per prestare la sua attività lavorativa.

 

La retribuzione viene tuttavia sganciata dall’orario di lavoro e viene legata alla produttività del singolo lavoratore. In Italia questa forma di lavoro si sta diffondendo per impieghi di piccola / media importanza (diversamente dal resto d’Europa e America). Il telelavoro è molto diffuso per attività di telefonista / centralinista o per attività freelance legate ad internet (si pensi ad esempio ad attività di web marketing o di bloggin).

Il lavoratore assunto con modalità telelavoro gode di tutti i diritti stabiliti e definiti nella norma di cui sopra. In particolare è bene ricordare che sono differenti le modalità di assistenza e assicurazione relative a malattie ed infortuni.