Donne e lavoro, promozione dell’imprenditoria femminile

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Tra le diverse leggi approvate dallo Stato Italiano volte a promuovere e difendere il lavoro femminile e la parità uomo-donna in ambito lavorativo non va dimenticata la legge 215 del febbraio 1992 che tutela e disciplina l’imprenditoria femminile.

Con la legge sopracitata lo Stato  ha definito lo stanziamento di finanziamenti, che vengono assegnati con bando annuale del Ministero dello Sviluppo Economico e la nascita di enti atti a informare e tutelare le donne non solo in ambito di lavoro dipendente ma anche in ambito di lavoro autonomo.

Importanti e concreti aiuti sono arrivati anche dalle varie Leggi Finanziarie approvate dal Governo che hanno previsto particolari sgravi fiscali per le lavoratrici autonome che decidono di avviare un’attività imprenditoriale autonoma. Anche in questo caso, come per le lavoratrici dipendenti, è previsto un Comitato con compiti d’indirizzo e di programmazione gestionale in ordine agli interventi previsti. Importanti agevolazioni e finanziamenti arrivano non solo dai bandi Statali ma possono arrivare anche da Regioni e Provincie.

Per chi fosse interessata all’avvio di un attività imprenditoriale femminile è bene tenere in considerazione siti di Regione, Provincia e il sito della Camera di Commercio di propria appartenenza. In queste sedi vengono infatti pubblicate, con largo preavviso, notizie e bandi relativi all’erogazione di finanziamenti per l’imprenditoria e l’attività femminile.

Restano valide, anche in caso di lavoro autonomo, tutte le normative emanate nel corso degli anni volte a tutelare il lavoro delle donne e la non discriminazione delle lavoratrici donne nei confronti dei lavoratori maschi. In particolare va ricordata la legge numero 125 del 10 aprile 1991 e successive modifiche (decreto legislativo 196/2000 e decreto legislativo 145/05) che sanciscono la parità formale e l’uguaglianza sostanziale delle lavoratrici donne e dei lavoratori maschi.